
mercoledì 29 luglio 2009
lunedì 27 luglio 2009
MILANO, TRENI CON AMIANTO ABBANDONATI NEGLI SCALI.
(di Fabrizio Cassinelli) MILANO - Dietro alle montagne russe e ai sorrisi di grandi e piccini che affollano il Luna Park di Milano c'e' un treno nascosto. Anche questo sta sui binari, infatti, ma non e' un'attrazione come altri d'epoca che fanno bella mostra di se' poco lontano; anzi, non si vede, praticamente e' come se non ci fosse. Perche' questo treno e' pieno di amianto, uno dei materiali piu' cancerogeni conosciuti. ''Smistamento'' e' uno degli scali piu' importanti della cintura ferroviaria cittadina, tra Milano e Pioltello, a ridosso, da entrambe le parti della massicciata, di zone abitate, di aziende e dell'asse viario Corelli-Rivoltana, dove ogni giorno transitano migliaia di auto. Il muro della ferrovia nasconde file di locomotori arrugginiti in mezzo alle sterpaglie, carrozze su cui si inerpicano le frasche, con le finestre, una volta sigillate, con lastre zincate divelte o cadenti. I vagoni e i locomotori, su cui spicca la 'a' di amianto, sono arrugginiti, sventrati, in stato di completo abbandono. La recinzione in plastica che dovrebbe delimitare la zona e' rotta in piu' parti o abbattuta. A poche decine di metri da questa specie di bomba ecologica, lasciata li' da chissa' quanto, ci sono delle palazzine. ''Sono i dormitori dei ferrovieri - spiega un operaio - quei treni ce li hanno schiaffati proprio sotto il naso''. Poco piu' in la' c'e' una caserma della polizia, piu' indietro ancora le officine e gli uffici dello scalo. Avanti qualche centinaio di metri c'e' il Luna Park. ''Ogni tanto li spostano - dice un ferroviere - da un posto all'altro e da quello a un altro ancora''. Eppure un protocollo siglato da Fs prevede per il materiale accantonato ''delimitazione delle aree di stoccaggio'', ''visite tecniche approfondite almeno semestrali'', ''verifica quindicinale delle condizioni di sicurezza adottate''. Il documento parla di ''interventi conservativi con la chiusura di tutte le parti di cassa deteriorate... con lamiera zincata e bloccaggio delle porte con piastre metalliche... quanto sopra al fine di evitare qualsiasi dispersione nell'atmosfera di fibre di amianto... e al fine di evitare che intrusioni, manomissioni e vandalismi o altri eventi eccezionali possano mettere in vista la coibentazione in amianto e costituire un potenziale fattore di rischio''. E se a questi treni succedesse qualcosa? I presenti fanno spallucce e puntano il dito verso gli uffici. Purtroppo non e' un'ipotesi azzardata, data l'assenza quasi totale di controlli. Lungo gli stessi binari, solo alcuni chilometri prima, per giunta proprio in mezzo alla citta', pare sia gia' successo. Tra la Stazione Centrale e lo scalo di Greco, infatti, dal ponte che collega il cimitero con via Breda, si vede quel che resta di un altro treno abbandonato. ''Dentro ci dormono gli extracomunitari'' dice un tabaccaio che al mattino e alla sera vede il viavai uscire dall'area Fs. Nessuno li ferma o li controlla. ''Sono matti - dice un poliziotto - quelle sono vetture con l'amianto''. Proprio quelle vetture, con il loro pericoloso componente, il 3 maggio scorso sono andate bruciate. Le case sono a poche decine di metri. Polizia e vigili del fuoco sono intervenuti, in piena notte, senza nessuna protezione particolare. E dopo l'intervento nessuno ha chiamato l'Asl, il treno non e' stato ''impacchettato'' e fa ancora brutta mostra di se' sulla massicciata. ''Purtroppo siamo troppo spesso esposti a interventi del genere - spiega Massimo Berto, rappresentante Rsu dei Vigili del Fuoco di Milano - spesso, a pagare il prezzo di queste situazioni, sono proprio gli operatori della sicurezza''. Ma i piu' esposti, primi fra tutti, sono i ferrovieri: ''Il programma di bonifica di questi mezzi dovrebbe essere terminato da un pezzo - dice Rocco Ungaro, segretario milanese della Filt-Cgil - se questo e' lo stato delle cose, l'azienda deve immediatamente risanare i piazzali e terminare lo smaltimento''.MILANO, SCALI FS FRA DEGRADO E BALORDI''La sicurezza sui binari nasce a monte'', diceva un vecchio manutentore delle ferrovie. Nasce, infatti, negli scali, dove i treni vengono rimessati, puliti, aggiustati. Un mondo a parte, fatto da migliaia di binari, ferraglia, sassi e sole d'estate, sassi e gelo d'inverno, in un paesaggio un po' lunare di cabine abbandonate, treni fermi e treni in corsa. Entrarci, a Milano come in altre citta', purtroppo e' semplice. Basta passare dall'ingresso, dove quasi mai si viene fermati da qualcuno. Una guardiola vuota e' spesso l'unica barriera per inoltrarsi verso le officine e i binari. Treni ammassati uno dietro l'altro sui binari morti, pochi operai, vecchi locomotori, cabine elettriche con i vetri rotti, che si snodano a lato della linea ferroviaria, dove i treni viaggiano veloci. Se qualcuno volesse compiere un attentato, o manomettere qualcosa, avrebbe solo l'imbarazzo della scelta. Un problema che, a quanto pare, non riguarda solo Milano, ma anche altre stazioni e scali in tutt'Italia. In Stazione Centrale, ogni sera, basta piazzarsi a fianco del primo binario, dove le enormi arcate di acciaio poggiano sui muri di cemento della sopraelevata, per vedere la pletora di mendicanti, clochard, immigrati, senzatetto che escono dalla grande volta coperta dirigendosi fuori, verso i treni in stazionamento. Li', ai margini dei ''binari di corsa'', vive una variegata umanita', che occupa i vagoni, sporcandoli e danneggiandoli irrimediabilmente. I pulitori non possono nemmeno salire sulle carrozze: ''Ogni settimana polizia e carabinieri fanno dei blitz - spiega un operaio - ma loro scendono assonnati da un treno e sanno gia' dove ne troveranno un altro fermo. Conoscono orari e percorrenze meglio di noi. E poi la gente si chiede perche' trova sporco''. Qualche volta ci scappa la violenza, qualche volta il morto, e si fa il vuoto per un po' di giorni. Poi tutto torna come prima. ''Noi la polizia la chiamiamo spesso - dice un pulitore - ma ci dicono che non hanno tempo, personale''. ''Ad aggravare la situazione - spiega un agente di pattuglia - c'e' il fatto che da tempo e' stato eliminato il servizio di vigilanza privata, una volta anche con i cani''. E le recinzioni, in molti tratti, sono praticamente virtuali. Lo sanno bene i writer, che pur essendo ragazzini entrano ed escono dagli scali come gli pare, dando sfogo alla loro vena artistica, che insieme agli ''ospiti notturni'' costa alle Ferrovie milioni di euro.
fonte:ANSA
sabato 25 luglio 2009
Spara a terra per far fuggire i banditi «Mi hanno tolto la pistola e licenziato»

Antonio ha perso il lavoro come guardia giurata dopo essersi difeso da due aggressori MILANO 25/07/2009 - «Ero la vittima e mi hanno trattato come un bandito». Antonio, 38 anni e un passato come guardia giurata, racconta con rabbia il calvario che da due anni sta vivendo.Un calvario cominciato la notte del 5 agosto 2007, mentre era al volante della sua Fiat 600, insieme alla madre, sul cavalcavia di porta Venezia. «Avevo appena fatto benzina quando una macchina, un’auto vecchia e scassata, mi ha superato sulla destra a tutta velocità, speronando la fiancata della mia 600» ricorda. Antonio decide di inseguire quell’auto, «mi avevano distrutto la macchina - si giustifica - non potevano fuggire così. Certo, se avessi saputo come andavano a finire le cose avrei evitato».Il 38enne riesce a raggiungere la macchina pirata, si ferma, scende dalla sua 600 ma prima ancora che possa chiedere spiegazione «dall’auto scassata sono scesi due stranieri, indiani forse, che hanno cominciato a picchiarmi». La madre di Antonio vede la scena e si precipita in strada. «Tentava di difendermi, di dividerci - racconta - ma uno dei due se l’è presa anche con lei». Calci, pugni, spintoni, «avevo la vista annebbiata, gli occhiali mi erano volati via, avevo perso il controllo della situazione - racconta - sentivo i due urlare ma non capivo cosa dicevano perché non parlavano l’italiano, mia madre gridava. Ho avuto paura». Talmente paura che «ho estratto la pistola, quella che usavo nei servizi come guardia giurata, e ho urlato di andarsene».Ma i due non si sono mossi. Anzi. «Uno di loro ha aperto il baule e ha estratto un oggetto lungo circa 40 centimetri, forse un coltello o una spranga. Senza occhiali non riuscivo a capire». Solo allora Antonio ha sparato. Ha puntato la sua pistola a terra e ha esploso un colpo. Poi è risalito in macchina e si è presentato dai carabinieri, prima, e in ospedale per farsi medicare, poi. E da lì «è cominciato il mio inferno». Qualche giorno dopo «quattro poliziotti si sono presentati al lavoro, mi hanno scortato a casa e mi hanno sequestrato l’arma». Poi «mi sono ritrovato indagato e ho perso il lavoro». Da allora Antonio vive di lavoretti saltuari, perché «nessuno assume un’ex guardia giurata a cui è stata tolta la pistola» si sfoga. Senza lavoro e senza casa, «ora sono ospite da mia madre, ma vorrei un lavoro» continua. Abbandonato dalla giustizia, «da vittima mi sono ritrovato bandito, accusato di minacce e danneggiamento. Ma quella sera ho sparato perché ho avuto paura. Per me e per mia madre». Scritto da: Federica Mantovani - federica.mantovani@cronacaqui.it
sabato 18 luglio 2009
giovedì 16 luglio 2009
LAVORO USURANTE: IL SEGRETARIO GENERALE DELL' UNAL, SCRIVE AI MINISTRI, BRUNETTA E SACCONI PER CHIEDERE L'INSERIMENTO DELLE GUARDIE GIURATE
NEL DECRETO SUI LAVORI USURANTI.
al n° di fax 06.68997280
Al MINISTRO
On. Renato BRUNETTA
C.so Vittorio Emanuele, 116
00186 ROMA
Al n° di fax 06.4821207 / 06.48761441
Al MINISTRO
Del Lavoro e delle politiche sociali
On. Maurizio SACCONI
Via Veneto,56
00187 ROMA
oggetto: inserimento nel Decreto Legge sui lavori usuranti, della categoria delle Guardie Particolari Giurate.
Egregi Sigg.ri Ministri, il sottoscritto in qualità di Segretario Generale, della scrivente O.S. Vi invia questa missiva, sollecitato dalle numerose richieste di informazioni che quotidianamente ci pervengono dai lavoratori di tutte le categorie, in relazione all'ormai famoso Decreto sui lavori usuranti, che a tutt'oggi se non vado errato non è stato ancora approvato. In particolare Vi volevo segnalare il malcontento che attualmente mostrano le Guardie Particolari Giurate, esse sono circa 54 mila, in quanto la loro categoria, non sembra sia stata inserita nel suddetto Decreto, nonostante il loro lavoro per la sua tipologia di esecuzione, comporta numerosi disagi ( turni notturni e diurni, servizi alle banche con esposizione continuata per l'intero turno sia alle intemperie che alla calura estiva, con indosso il giubbotto antiproiettile e per tutto lo svolgimento del servizio essa non ha assolutamente la possibilità di sedersi e questo comporta in numerosi casi problemi sia agli arti inferiori che alla colonna vertebrale, chiusi nei furgoni blindati anche 12 ore al giorno, respirando aria artificiale, ecc. ecc.
Confidando nelle Vostre sensibilità, già dimostrata in varie occasioni, restiamo in attesa di un Vostro pregiatissimo riscontro e VI porgiamo i nostri più Cordiali saluti e i migliori auguri di buon lavoro nell'interesse del Paese.
Dalla Sede Nazionale UNAL
li,15/luglio, 2009
Al MINISTRO
On. Renato BRUNETTA
C.so Vittorio Emanuele, 116
00186 ROMA
Al n° di fax 06.4821207 / 06.48761441
Al MINISTRO
Del Lavoro e delle politiche sociali
On. Maurizio SACCONI
Via Veneto,56
00187 ROMA
oggetto: inserimento nel Decreto Legge sui lavori usuranti, della categoria delle Guardie Particolari Giurate.
Egregi Sigg.ri Ministri, il sottoscritto in qualità di Segretario Generale, della scrivente O.S. Vi invia questa missiva, sollecitato dalle numerose richieste di informazioni che quotidianamente ci pervengono dai lavoratori di tutte le categorie, in relazione all'ormai famoso Decreto sui lavori usuranti, che a tutt'oggi se non vado errato non è stato ancora approvato. In particolare Vi volevo segnalare il malcontento che attualmente mostrano le Guardie Particolari Giurate, esse sono circa 54 mila, in quanto la loro categoria, non sembra sia stata inserita nel suddetto Decreto, nonostante il loro lavoro per la sua tipologia di esecuzione, comporta numerosi disagi ( turni notturni e diurni, servizi alle banche con esposizione continuata per l'intero turno sia alle intemperie che alla calura estiva, con indosso il giubbotto antiproiettile e per tutto lo svolgimento del servizio essa non ha assolutamente la possibilità di sedersi e questo comporta in numerosi casi problemi sia agli arti inferiori che alla colonna vertebrale, chiusi nei furgoni blindati anche 12 ore al giorno, respirando aria artificiale, ecc. ecc.
Confidando nelle Vostre sensibilità, già dimostrata in varie occasioni, restiamo in attesa di un Vostro pregiatissimo riscontro e VI porgiamo i nostri più Cordiali saluti e i migliori auguri di buon lavoro nell'interesse del Paese.
Dalla Sede Nazionale UNAL
li,15/luglio, 2009
lunedì 13 luglio 2009
Studi di settore e artigiani, la protesta di Milano.
«Uno su due non si adeguerà». Ma il Veneto: la crisi si vedrà nel 2009
venerdì 10 luglio 2009
giovedì 9 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
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